testa
Le api utilizzano le due antenne poste sul capo come ricettori di segnali chimici e comunicano tra loro attraverso l’emissione dei feromoni che vengono prodotti dalle larve, dalle api e dalla regina. Le api hanno cinque occhi, i due più grandi sui lati del capo sono chiamati composti, i tre più piccoli sulla cima della testa sono chiamati ocelli e servono a percepire la luce.
Il fuco ha occhi più grandi e antenne più lunghe dell’operaia, gli servono per trovare e non perdere la regina durante il volo di fecondazione.
Karl Von Frisch, Premio Nobel nel 1973, fece un esperimento che provò come le api riconoscano alcuni colori e non altri. Utilizzò dei cartoncini colorati su cui mise dell’acqua zuccherata per attirare le api e poi rimosse l’acqua zuccherata lasciando solo i cartoncini colorati. In questo modo provò come per esempio il rosso non venga percepito dalle api come un colore e come invece percepiscano maggiormente la gamma di colori dello spettro ultravioletto, che invece noi non possiamo vedere a occhio nudo. È stato inoltre provato che le api riconoscono anche alcuni segni, ecco perché le arnie sono tutte colorate e a volte ci sono dei simboli per differenziarle ulteriormente.
L’apparato boccale dell’ape operaia è lambente succhiante ed è composto da diverse appendici boccali che servono a succhiare e a secernere. Le mandibole sono prensili e vengono utilizzate oltre che per modellare la cera, proprio come delle mani per raccogliere e trasportare residui e rifiuti. Con la ligula succhia il nettare e lo accumula nella sacca melaria.
torace
Il torace è composto da 3 porzioni fuse tra loro ed è la parte più dura del corpo dell’ape. Le ali sono quattro, un paio di ali anteriori e un paio di ali posteriori. In volo, le ali anteriori si agganciano alle ali posteriori tramite una fila di uncini posta sul bordo, al fine di aumentare la superficie alare e la conseguenze potenza di volo. Le api bottinatrici volano fino a 3 km di distanza per trovare il nettare.
Le api hanno tre paia di zampe con unghie che ancorano le api alle superfici lisce e ruvide. Le zampe anteriori sono dotate di spazzole per pulire le antenne chiamate stregghie, le zampe posteriori invece presentano un’area di depressione chiamata cestella del polline proprio perché serve a immagazzinare quanto più polline possibile durante i voli delle bottinatrici. Sulle zampe mediane infine c’è uno sperone che funge da leva stacca-polline.
addome
ll corpo dell’ape operaia è più piccolo di quello del fuco, che risulta più tozzo, e rispetto all’ape regina ha in particolare un addome più corto. L’addome di tutte e tre le tipologie è dotato di stigmi, ovvero aperture circolari che permettono al corpo di ossigenare e respirare.

Nell’immagine manca la caratteristica principale delle api, la quale la differenzia inoltre dalle vespe a colpo d’occhio, il pelo! Le api sono ricoperte di un folto pelo dorato, il quale durante le settimane di vita va diradandosi scoprendo il corpo nero (n.d.r. si nell’immagine è giallo, ma vi assicuro è scuro). Le strisce infatti sono dovute all’effetto del pelo chiaro che in corrispondenza degli stigmi dirada e lascia intravedere il corpo scuro. Quindi, se vedete sui fiori delle api di colore più chiaro o più scuro, probabilmente quelle di colore più scuro sono semplicemente più anziane.
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