La società delle api è suddivisa in tre tipologie o caste. Come raccontato nell’articolo sulla nascita delle api, la regina e i fuchi hanno come compito principale se non esclusivo fare l’amore e deporre uova; sono le operaie a svolgere tutte le altre attività necessarie per la sopravvivenza dell’alveare e durante la loro vita, assumono tutti i ruoli e compiono i diversi compiti in precisi giorni della loro esistenza. Questo dipende da come gli ormoni che ne regolano il comportamento si modificano giorno dopo giorno portandole a modificare le proprie attività.
Appena nate, nei primi due giorni di vita, le api operaie si dedicano alla pulizia delle celle da cui sono nate e a riscaldare la covata. Dal terzo al quinto giorno di vita, nutrono le larve più sviluppate con polline e miele; nei due giorni successivi, il sesto e il settimo, nutrono invece le larve giovani e la regina, producendo appositamente per l’occasione la preziosa pappa reale. Dopo averla nutrita, nei due giorni dopo, ovvero l’ottavo e il nono, le api operaie porgono le loro cure alla regina e ne compongono la corte seguendola ovunque vada. Dal decimo giorno al dodicesimo le api sono dedicate al servizio provviste e iniziano ad avvicinarsi all’uscita dell’alveare, ricevendo il nettare che arriva dalle bottinatrici per velocizzare il loro ritorno ai fiori. Nei giorni tredici e quattordici le api operaie danno un ultimo colpetto di pulizie prima di produrre per due giorni, dal quindicesimo al sedicesimo cera e costruire le celle. Per fare ciò, le api formano delle catenelle tenendosi per le zampette e calibrano perfettamente la forma esagonale e la dimensione della celletta. L’esagono delle cellette è la forma migliore in termini di struttura, solidità e ottimizzazione dello spazio a disposizione.

Dal diciassettesimo giorno finalmente le api operaie spiccano il volo e iniziano i voli di esplorazione fuori dall’alveare, nel mondo esterno. Ma non è ancora il momento di andare a bottinare. Prima si devono occupare della difesa dell’alveare dal diciannovesimo al ventunesimo giorno e poi sono destinate alla raccolta delle provviste di acqua. Finalmente dal ventiduesimo giorno in poi, dopo le necessarie esplorazioni dei dintorni, iniziano a raccogliere nettare, polline e propoli, tornando periodicamente all’alveare per indicare alle compagne bottinatrici la posizione della fonte nettarifera, attraverso la danza delle api.
Lascia un commento